Il biscotto di Pasqua
Chi non ha almeno un dolce della tradizione legato ad un momento speciale, capace di riportare alla luce i nostri più preziosi ricordi? Il biscotto di Pasqua, la pupa, per me ne rappresenta uno. Infatti, quando senti parlare di bombola penserai alla classica Barbie, ormai un corollario comune nella mente di tutti. Questo non valeva per la me bambina, o almeno non nel periodo pasquale.
Origini e tradizioni della Pupa
Da quando ero bambina, in effetti è passato un po’ di tempo. Eppure il ricordo della mia infanzia è ancora molto nitido. Ricordo ancora le sensazioni che provavo.
Da piccola aspettavo con ansia la mattina di Pasqua, quando, con le mie sorelle, correvo a casa di nonna Michela per ricevere la bambola dolce. Correvo con lo stesso entusiasmo che si prova la notte di Natale quando ci si precipita a scartare i regali sotto l’albero. La nonna non ci deludeva mai: la trovavamo lì, pronta ad accoglierci con il sorriso amorevole e un caldo abbraccio e la “pupa” tra le mani!
Secondo la tradizione gallicchiese, nel periodo di Pasqua venivano regalate ai bambini le borsette e le pupe. Ad onor di cronaca, nei miei ricordi è presente solo la bambola perché ho solo sorelle. Le borsette venivano realizzate con lo stesso impasto, ma ripiene di “Sanguinaccio”, e destinate ai bambini. La bambola, o “pupa” in gallicchiese, non è altro che un intreccio ricavato dall’impasto del “viscuott cresciut”, il tipico dolce pasquale della tradizione gallicchiese, ricoperto di zuccherini colorati. Un dolce tanto bello quanto buono, ma allo stesso tempo carico di significato e tradizione.
Biscotto di Pasqua

Il Biscotto di Pasqua gallicchiese, noto come “viscuott cresciut”, è un dolce tipico della tradizione contadina. Ha la forma di una grande ciambella ed è fatto con ingredienti semplici e facilmente reperibili. La preparazione è lunga e laboriosa. Si tratta di un impasto dolce a due lievitazioni (perciò cresciuto) a base di anice e cannella. Immancabili le uova, che simboleggiano la Resurrezione di Cristo e la rinascita della vita. La ricetta originale prevede un uovo sodo intero al centro ed una spennellata d’uovo esterno per poi esser cotto nel forno a legna. Ovviamente più la famiglia era grande, più u viscuott doveva raggiungere dimensioni importanti, fino a raggiungere quasi i 2 kg. Con tanto di orgoglio per la fornaia-pasticciera.
E’ un dolce tradizionale pasquale molto diffuso in buona parte della Basilicata, perciò è conosciuto con diversi nomi e ne esistono molte varianti.
U viscuott crisciut, nella sua forma classica o nelle sue varianti,è un dolce povero ma di grande effetto che non può mai mancare sulle tavole dei gallicchiesi il giorno di Pasqua, per questo potrete trovarlo nell’edizione limitata dei prodotti di Pasqua sullo shop on line di Specialità Gallicchiesi. Lasciati tentare.


